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L'aringa e' un pesce azzurro del gruppo dei Clupeidi, cioe' uno stretto parente della sardina. Assomiglia vagamente all'alosa, pesce che a Fano e' conosciuto con il nome di "Cheppia".
L'aringa e' diffusa nei mari freddi del Nord Europa, fino al Canada e Norvegia e non esiste nel Mediterraneo. Questo pesce vive fino a 20 anni e puo' superare i 30 cm di lunghezza, ha un accrescimento molto lento e prima di riprodursi passano da 3 a 7 anni, a seconda dell'area.
Come pesce azzurro ha abitudini particolari, e' divisa in numerose razze che vivono nel mar Baltico, davanti alle coste norvegesi, al largo della Danimarca, a nord della Scozia, vicino all'Irlanda, alla Groenlandia, al Canada ed anche tra Francia e Gran Bretagna.
In ogni popolazione le aringhe vivono per gran parte dell'anno vicino ai fondali, anche oltre i 200 metri di profondita'. Durante le ore notturne si avvicinano alla superficie. Si alimentano di zooplancton ed in particolare di Copepodi e piccoli gamberetti.
Nel periodo riproduttivo, che e' molto ampio e diverso tra le aree, le aringhe mature si riuniscono in grandi banchi di milioni di individui e si avvicinano alla superficie, divenendo visibili dalla superficie.
La riproduzione avviene con l'emissione contemporanea nell'acqua di uova e di spermi(chiamato latte). Le uova fecondate scendono al fondo ed essendo un poco appiccicose aderiscono ai sassi e alla vegetazione. Dopo due settimane circa nasce un piccolo pesciolino di 4 mm circa, che migra negli strati superficiali e rimane nelle acque costriere per circa 2 anni, spostandosi gradatamente verso profondita' maggiori.
Le popolazioni di aringhe sono state molto abbondanti dando luogo a catture annuali di alcuni milioni di tonnellate. Per i pescatori del Mare del Nord era molto semplice catturare quantita' enormi di aringhe quando venivano vicino alla costa ed in superficie per la riproduzione. Questa abbondanza ha stimolato l'utilizzo di due tecniche di conservazione, utilizzate per secoli: la salagione e l'affumicatura. Le aringhe conservate, data la loro abbondanza, sono state vendute a prezzi molto contenuti, costituendo un cibo popolare che poteva conservarsi anche per lunghi periodi, cosi' gli eserciti e gli equipaggi delle navi utilizzavano le aringhe come cibo. Per le tradizioni religiose della quaresima e del venerdi' di magro, accanto allo stoccafisso e baccala', anche i barili di aringhe sotto sale o affumicate hanno avuto una grande diffusione in Italia, cosi' da entrare nella tradizione gastronomica italiana, pur non essendo un pesce dei nostri mari.
In ogni regione si trovano le aringhe sotto sale o quelle di colore bronzo/dorato, che erano affumicate, che venivano utilizzate con modalita' legate anche alla condizione socio-economica del consumatore. Tra le finalita' della Confraternita dell'aringa vi e' anche la raccolta delle ricette tradizionali.
(Prof. Corrado Piccinetti Direttore del Laboratorio di Biologia Marina e Pesca dell'Universita' di Bologna in Fano)
Confraternita della Aringa - Via Montegrappa, 3 - 61039 - San Costanzo (PU) - tel 0721/950110 - fax 0721/961763