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La Confraternita dell'Aringa, nasce a San Costanzo nel 1999 da un gruppo di "amici" che si ritrovavano una volta all'anno, prima dell'inverno, intorno ad una tavola imbandita nel Ristorante da Rolando.
Rolando, chef tra i più noti per la sua "cucina dialettale", affermato scrittore e riscopritore di antiche e tradizionali ricette della cucina contadina, ci serviva un primo piatto con condimento a base di pesce o molluschi, ed un secondo piatto tutto dedicato all'"aringa" che abbinava con vari contorni.
Rolando con le sue riscoperte, in questi anni ci ha fatto ritrovare la "memoria" ricordandoci che cosa rappresentasse l'aringa nel periodo della povertà e della miseria nei paesi e nelle campagne.
L'aringa, in certe mense delle case di paese ed in quelle della mezzadria, era il condimento, il "profumo" di un piatto di polenta scondito o di un tozzo di pane.
L'aringa, come in alcuni straordinari film della storia contadina (L'albero degli zoccoli) era di solito legata con uno spago ad un trave della cucina sopra il tavolo da pranzo e gli affamati commensali, a turno, vi strofinavano la polenta od il pane per avere una sensazione di "profumo" o condimento.
L'aringa rappresentava inoltre il piatto della "astinenza" Quaresimale dopo il consumo invernale delle carni di maiale.
L'idea di voler dare un seguito a questo tradizionale incontro annuale tra "amici" è scaturito con la creazione della Confraternita dell'Aringa allo scopo di ricordare il tempo passato e non dimenticare un alimento dal particolare e forte gusto.
San Costanzo poi è espressione di tante e motivate iniziative sul cibo essendo sede della ultracentenaria Sagra della Polenta, anch'essa collegata alla tradizione contadina; è sede dell' Associazione Culturale "Terra d'Argille" per la valorizzazione e promozione dei prodotti dell'agricoltura, è ancora sede di un'altra attrattiva culturale legata alla scoperta dei sotterranei e delle grotte artificiali con l'Associazione Culturale "II Sotterraneo", nel quale si abbina agli aspetti architettonici e storici dei manufatti, anche l'aspetto culinario, essendo le grotte e le cantine, il luogo ideale per stagionare e maturare salumi e per affinare i vini.
La Confraternita dell'aringa (in dialetto "renga") ha un proprio Statuto che indica come scopo e fine quello di conservare nella storia futura le ricette di cucina a base di questo pesce dei mari del nord; quello di non perdere le tracce della storia contadina vissuta nelle nostre campagne e quella di far incontrare persone e buongustai per degustare un piatto che ormai, inevitabilmente sparirebbe dalle nostre mense.
I Confratelli si riuniranno almeno una volta all'anno per assaggiare nuove ricette ed abbina menti, anche conoscendo nuovi vini.
Alla Confraternita, aperta a soli uomini, si potrà aderire liberamente, i nuovi Confratelli dovranno avere specifici requisiti del buon gusto a tavola, della cavalleria, della saggezza in tavola e dell'ironia.
Le signore potranno accompagnare i Confratelli in occasione delle attività pubbliche.
Per aprire i nuovi orizzonti della cucina italiana la Confraternita promuoverà incontri e gemellaggi con altre Confraternite, prima tra le quali la Confraternita del Brodetto di Fano promossa da Tino Valentini e poi con le Confraternite del Baccalà di Vicenza, del Bollito Misto, del Pesto, del Bollito Magro.
Allegria, armonia, galateo saranno il nostro slogan, ma con un attento sguardo al bon ton ed alla regolatezza in tavola.
Confraternita della Aringa - Via Montegrappa, 3 - 61039 - San Costanzo (PU) - tel 0721/950110 - fax 0721/961763